Invochiamo i Santi

Le preghiere ai Santi sono fonte di ispirazione e sono potenti contro il demonio che trema davanti alle loro immagini sacre. Preghiamo con fede ardente senza dubitare, credendo che i Santi hanno guadagnato meriti, potere e gloria per soccorrerci. Recitiamo con umile raccoglimento queste pie invocazioni, ricche di indulgenze e benedette dalle lacrime e dalle suppliche di migliaia di fedeli.

Preghiera a Santa Barbara

Per ottenere una buona morte Signore, che avete eletto santa Barbara per la consolazione dei viventi e dei moribondi, accordateci per la sua intercessione di vivere sempre nel vostro divino amore, e di mettere tutta la nostra speranza nei meriti della dolorosissima passione del vostro Figlio, affinchè la morte del peccato ma non ci incolga: ma che muniti dei santi Sacramenti della Penitenza, della Eucarestia e della Estrema Unzione, possiamo incamminarci senza timore nella gloria eterna. Noi ve ne supplichiamo per il medesimo Gesù Cristo nostro Signore. Così sia. (Leone XIII, 21 marzo 1879).

O Santa Barbara, vergine e martire, protettrice nostra, eccoci dinanzi a te, a chiederti protezione ed aiuto. Tu fosti pura, e per custodire la tua verginità rinunziasti serena agli agi, agli onori e alle seduzioni del mondo. Unicamente volesti che la tua anima fosse bella al cospetto di Dio; perciò non ti sembravano gravi i sacrifici, i tormenti e la morte. Dinanzi al tuo fulgido esempio, quanto ci sentiamo confusi, così come siamo, circondati dall’egoismo e dal peccato e bisognosi di perdono e di riparazione. Abbi pietà di noi: parla per noi al tuo e nostro Signore Gesù. Soltanto se sapremo imitare le tue virtù, egli sarà il nostro maestro e Signore, ci difenderà dagli assalti del nemico: ci darà fede, speranza e amore per vivere virtuosamente e per santamente morire. Amen.

Vita

Santa Barbara nacque a Nicodemia (Turchia) nel 273 d.c.. Nonostante il padre Dioscoro fosse devoto agli Dei pagani, Barbara divenne cristiana e per questo motivo fu denunciata durante la persecuzione di Massimiliano e imprigionata a Nicodemia. La Leggenda narra della collera di Dioscoro quando si accorse che nella torre in cui era rinchiusa la figlia, era stata edificata una terza finestra. Infatti, Barbara per sfuggire al pericolo implorò il Signore affinché le aprisse un varco nelle pareti della torre. Iddio, dopo aver esaudito questa richiesta volle dimostrare tutto il suo amore e tramutò in tre gradini uno scoglio che sì ergeva sulla montagna, per consentirle di poter osservare le mosse del padre che l’inseguiva. Quando infine Dioscoro la raggiunse, la percosse, la ricondusse a casa per poi consegnarla al Prefetto. Fu torturata, picchiata e infine decapitata per mano del padre, che la tradizione vuole incenerito subito dopo da un fulmine. Quel fulmine a ciel sereno il simbolo della morte inaspettata che non permetteva al peccatore di pentirsi e Barbara, annoverata tra i Santi Ausiliatori, fu invocata per scongiurare la morte improvvisa (mala morte) e la disgrazia dei fulmini. Quando, con l’invenzione delle armi da fuoco anche gli uomini impararono a scagliare folgori improvvise e mortali, la sua devozione si diffuse tra quanti maneggiavano le armi ed erano a contatto con il fuoco. Il corpo di Santa Barbara si venera dal 1009, nella chiesa veneziana di S. Giovanni Battista a Torcello. Festa: 4 dicembre Etimologia: (dal greco) straniera. E’ Patrona di: minatori, vigili del fuoco, artiglieri, cannonieri, ombrellai, muratori, campanari, architetti.