Invochiamo i Santi

Le preghiere ai Santi sono fonte di ispirazione e sono potenti contro il demonio che trema davanti alle loro immagini sacre. Preghiamo con fede ardente senza dubitare, credendo che i Santi hanno guadagnato meriti, potere e gloria per soccorrerci. Recitiamo con umile raccoglimento queste pie invocazioni, ricche di indulgenze e benedette dalle lacrime e dalle suppliche di migliaia di fedeli.

Categoria: preghiere

Preghiera a San Calogero

Glorioso San Calogero, volgi lo sguardo a noi e ascolta la nostra preghiera. Tu sei stato mandato da Dio a irradiare nella Sicilia la luce del Vangelo. Hai cercato il Signore nella solitudine; l’hai servito con la penitenza; hai insegnato la via della salvezza e della virtù. Tutti t’invocano taumaturgo, perché con la tua intercessione Dio ha dato la parola ai muti, la salute ai malati l’udito al sordi e la vista ai ciechi. Ha preservato più volte le terre, a te devote, dal colera, dal terremoto e da altre disgrazie. Salvaci dai pericoli e concedi le grazie che ti chiediamo. Amen.

O glorioso San Calogero, costretto dalle mie miserie e dai miei affanni, con tutto il cuore piangendo, a voi ricorro per aiuto. Io non son degno di ricevere alcuna grazia da Dio ma confido che mediante i vostri meriti e la vostra potente intercessione. Iddio mi fascia la grazia che desidero. Deh! o San Calogero, questa grazia da Voi la voglio; e fate ancora che come Voi nell’eremitaggio amaste Dio, così io lo ami nella solitudine dell’anima mia per poi venire con Voi a goderlo nel Paradiso. Così sia. Amen.

Vita di San Calogero

Le informazioni sulla vita di San Calogero provengono da varie leggende tramandate da scritti e inni in suo onore. Uno dei racconti più accreditati tratto da breviario siculo-gallicano narra che sia nativo di Costantinopoli intorno al I secolo.

Spinto a convertire gli abitanti della Sicilia andò in pellegrinaggio a Roma dove incontrò San Pietro apostolo da cui ottenne il permesso di vivere da eremita in un luogo imprecisato. Qui ebbe l’ispirazione di evangelizzare la Sicilia.

Tornato da Pietro, ottenne il premesso di recarsi nell’isola assieme ai compagni, Filippo, Onofrio e Archileone. Filippo si recò a Agira, Onofrio e Archileone si recarono nel deserto di Sutera e il nostro Calogero si fermò a Lipari. Da qui, dopo diversi anni, si spostò nei pressi di Sciacca dove visse per trentacinque anni.

Un’altra versione della sua vita racconta che San Calogero per scampare alla persecuzione dei cristiani nell’Africa settentrionale approdò in Sicilia insieme a San Gregorio e al diacono Demetrio. La sua provenienza dal continente nero si presume gli abbia dato proprio l’appellativo di “Santo Nero” nonché il colore della pelle quasi sempre nero impresso nei dipinti e nelle molteplici statue in suo onore.

Successivamente raggiunse le zone più interne dell’isola evangelizzando con grande coraggio la fede cristiana. In tal modo, però, si attirò l’odio dei nemici del Vangelo. Demetrio e Gregorio vennero catturati, mentre Calogero, si rifugiò sul monte Kronio a Sciacca, dove usando le acque delle terme minerali guarì miracolosamente alcuni infermi. Per tale motivo a Sciacca sorge oggi uno dei maggiori santuari dedicati al Santo taumaturgo.

Presto l’ammirazione dei fedeli di San Calogero crebbe e si diffuse in tutta l’isola. San Calogero raggiunse poi Agrigento, dove, secondo la tradizione, si fermò presso una grotta nella quale oggi sorge il Santuario a lui dedicato.

Negli ultimi anni della sua vita il Santo rimase sul monte Kronio perchè a causa delle sue precarie condizioni di salute.

La storia narra che una cerva che gli forniva il latte, dopo essere stata ferita da un cacciatore, lo condusse nella grotta. Questi si rese conto, con immenso dolore, di avere procurato al povero vecchio eremita un danno irrimediabile. L’uomo decise allora di restare accanto a San Calogero per curarlo e quando il Santo spirò, venne sepolto presso la grotta dove fu edificata una chiesetta che è divenuta meta di pellegrinaggio da parte di fedeli.

Ogni anno il vescovo di Agrigento apre i festeggiamenti benedicendo l’abito dei frati a lui devoti: una tunica bianca che reca sul petto “la pazienza”, cioè lo stemma nero del Santo.

Preghiera a Sant’Espedito

Sant’Espedito, onorato per riconoscenza da chi ti ha invocato per l’ultima sua ora, e per cause urgenti, noi ti preghiamo d’ottenerci dal Sacro Cuore di Gesù, e per l’intercessione di Maria Santissima Addolorata (oggi, o per il tal giorno…) la grazia di (…) che noi sollecitiamo, sempre però sommessi al volere del Signore.

Preghiere a S. Espedito martire
1. Glorioso S. Espedito, che Dio nella sua misericordia ha incaricato di soccorrerci nelle più grandi necessità, noi ricorriamo a te in questo urgente bisogno affinché per tua intercessione, liberi da ogni ostacolo temporale e spirituale, possiamo servire Dio nella pace e nella tranquillità.
Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. Glorioso Santo pregate ed intercedete per noi.

2. Sant’Espedito, onorato dalla riconoscenza di quelli che ti hanno invocato all’ultima ora e per cause difficili, noi ti preghiamo di ottenere dal S. Cuor di Gesù, per intercessione dalla SS. Vergine Addolorata, se a Dio piace, la grazia… che noi chiediamo con piena sommissione alla divina volontà.
Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

3. Sant’Espedito, deh Prega perché all’ora della nostra morte il divin Redentore pronunzi per ciascuno di noi quella soave parola: Oggi sarai meco in paradiso. Ottieni questa grazia a tutti gli agonizzanti di questo giorno, ed affretta con le tue preghiere la liberazione delle anime del purgatorio, e particolarmente delle più abbandonate.
Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

Santa Maria, Regina degli Angeli e dei Santi, prega per noi.
Sant’Espedito martire glorioso, prega per noi. Soldato coraggioso sino alla morte, Modello di fedeltà, Esempio di ubbidienza, Invincibile atleta delle fede, Patrono dei viaggiatori, Salute degli infermi, Soccorso degli scolari, Potente soccorso nelle cause pressanti, Amico della gioventù studiosa, Speranza dei mesti, Avvocato dei peccatori, Consolatore delle madri afflitte, Intercessore degli agonizzanti: O tu che hai ricevuto la corona promessa a quelli che soffrono persecuzioni per la giustizia, insegnaci a far subito ricorso a te nelle nostre necessità.

Orazione
O Signore, che ascolti favorevolmente quelli che Ti pregano con umiltà, fervore e fiducia, concedici, te ne scongiuriamo, per l’intercessione del Santo Martire Espedito, la grazia urgente che chiediamo. Volgi pure uno sguardo di tenerezza verso i peccatori prossimi a comparire al Tuo giusto giudizio, e fa’ che la gioventù cristiana si slanci con gioia all’osservanza dei Tuoi comandamenti e dei precetti della Chiesa. Dio onnipotente ed eterno, che sei la consolazione degli afflitti e il sostegno dei tribolati, ascolta il grido della nostra miseria, e per l’intercessione e per i meriti di S. Espedito, concedici di risentire gli effetti prodigiosi della Tua misericordia. Per Gesù Cristo Signor nostro. Amen.

Orazione per la grazia ricevuta
Sii, nostro Dio, infinitamente ringraziato perché, per i meriti del nostro Signore Gesù Cristo, e ad intercessione del Santo Martire Espedito, Ti sei degnato accogliere le nostre umili preghiere, coll’accordarci benignamente la grazia che imploriamo dal trono della Tua misericordia. E tu, o Santo Martire Espedito, nostro speciale Avvocato e Protettore, sii mille volte benedetto. Deh! Prosegui a perorare presso Dio la causa della nostra temporale e spirituale salute, e rendici così facile e spedita la via per giungere al Monte dell’Eterna felicità. Così sia.

Preghiera per ottenere una buona morte
Sant’Espedito, prega che all’ora della nostra morte, il nostro Divin Redentore pronunci per noi quella consolante parola esalata sulla Croce dall’Anima Divina, tutta misericordia pei poveri peccatori pentiti: Oggi sarai con me in Paradiso.

Preghiera a Santo Espedito
Se hai qualche problema di difficile soluzione e hai bisogno di aiuto urgente, chiedilo a Santo Espedito che è il Santo delle cause che richiedono una soluzione veloce.

Preghiera:
Mio Santo Espedito delle cause giuste ed urgenti, soccorrimi in questo momento di afflizione e disperazione. Intercedi per me presso il nostro Signore Gesù Cristo. Tu che sei il Santo degli afflitti, tu che sei un Santo Guerriero, tu che sei il Santo dei disperati, tu che sei il Santo delle cause urgenti, proteggimi, aiutami, dammi forza, coraggio e serenità. Ascolta la mia richiesta (Fare la richiesta). Aiutami a superare questo momento difficile, proteggimi da tutti coloro che possono danneggiarmi. Proteggi la mia famiglia, attendi la mia domanda con urgenza. Ridammi la pace e la tranquillità. Ti sarò grato fino alla fine della mia vita e porterò il tuo nome a tutti quelli che hanno fede. Grazie

Vita

Sant’Espedito, Capo detta Legione Romana fulminante, contemporaneo a Santa Filomena, fu martirizzato nel IV secolo sotto Diocleziano, se si celebra la Festa il 19 Aprile, è invocato nelle cause disperate od urgenti, spirituali e temporali. Mostra la Croce sulla quale sta scritto: Hodie (oggi) e schiaccia la testa ad un corvo che col suo gracchiare dice: Cras (domani) per insegnarci che non dobbiamo mai dubitare dell’Onnipotenza di Dio, né aspettare il domani per pregare con fiducia e fervore. E’ il Santo dell’undicesima ora, che non è mai invocato troppo tardi, sempre però come intercessore presso la Santissima Vergine.

Preghiera a Sant’Agata

O gloriosa Vergine e Martire sant’Agata, voi che sin dalla prima età consacraste a Dio la mente e il cuore, voi che imitaste l’Agnello immacolato nella esimia purezza della vita, nell’esercizio delle più eroiche virtù e nella lotta gloriosa del martirio; deh! pregate per noi, otteneteci di rassomigliarvi. Che la fede divina illumini la nostra mente e muova le nostre azioni! Che siamo dappertutto cristiani, senza rispetto umano! Che otteniamo per i vostri meriti, il trionfo sulle nostre ree passioni e sugli assalti di satana! Che raggiungiamo il fine per cui Dio ci creò e ci redense, la beata corona del Paradiso. Così sia.

Preghiera a San Patrizio

Beato san Patrizio, glorioso Apostolo d’Irlanda, nostro amico e padre, ascolta la nostra preghiera: domanda a Dio di accettare i sentimenti di gratitudine e venerazione di cui il nostro cuore è pieno. Attraverso di te il popolo d’Irlanda ha ereditato una fede così profonda da essere stimata più cara della vita. Anche noi ci uniamo a coloro che ti venerano e facciamo di te il rappresentante dei nostri ringraziamenti e il mediatore delle nostre necessità presso Dio. Che Egli non disprezzi la nostra povertà e accolga il nostro grido che sale al Cielo. Ti chiediamo di venire in mezzo a noi e di manifestare la tua potente intercessione, perché si accresca la nostra devozione a te e affinché il tuo nome e la tua memoria siano per sempre benedetti. Possa la nostra speranza essere animata dal sostegno e dalla intercessione dei nostri antenati che ora godono la beatitudine eterna: Ottieni a noi la grazia di amare Dio con tutto il cuore, servirlo con tutta la forza, e perseverare nei buoni propositi sino alla fine. O fedele pastore del gregge d’Irlanda, che avresti consumato mille volte la tua vita per salvare una sola anima, prendi le nostre anime, e le anime dei nostri cari sotto la tua cura speciale. Sii padre per la Chiesa di Dio e per nostra comunità parrocchiale e fa’ che i nostri cuori possano condividere i frutti benedetti di quel Vangelo che tu piantasti e annaffiasti con la tua missione. Donaci di imparare a consacrare tutto ciò che siamo, ciò che abbiamo e ciò che facciamo alla gloria di Dio. Ti affidiamo la nostra parrocchia a te dedicata; ti preghiamo di proteggerla e di orientare i suoi pastori, dona loro la grazia di camminare sulle tue orme e di nutrire il gregge di Dio con la Parola di vita e il Pane della salvezza affinché tutti noi insieme alla Vergine Maria e ai santi entriamo in possesso di quella gloria che con te godremo nel regno dei Beati in Cristo Gesù, nostro Signore. Amen.

Vita

San Patrizio, il cui vero nome si narra sia Maewyn Succat, nacque tra il 387 e il 92 a Kilpatrick, in Scozia, in una nobile iglia di origine romana. Venne rapito da adolescente da pirati irlandesi e venduto come schiavo. Qui per sei anni lavorò portando al pascolo pecore ed altri animali e tessendo gomitoli di lana. Nel frattempo però apprese la lingua celitica e tutte le pratiche dei druidi. Un giorno, ribellandosi al proprio padrone, scappò e, percorrendo a piedi circa 184 miglia, si imbarcò clandestinamente su di una nave diretta in Inghilterra. Alcune leggende narrano che oltre che în Gran Bretagna, il futuro santo, si recò anche in Francia ed in Italia, sino al ritorno in Irlanda nel 432. Divenuto vescovo, iniziò a convertire la popolazione dal paganesimo al cristianesimo, così come volle Papa Celestino, che lo battezzò finalmente come Patrizio (dalle parole latine pater civium, ovvero padre del suo popolo), e gli affidò la missione di estirpare dall’Irlanda il paganesimo e di convertire l’intera nazione alla cultura cattolica. San Patrizio fu spesso minacciato di morte, catturato condannato, ma riuscì comunque a poi avanti la sua missione in nome di Dio. Trattò con i Druidi per affiancare una simbologia cristiana alla festa celtica. La sua opera fu così grandiosa che oltre sessanta chiese furono costruite in suo onore, la più importante delle quali si trova a Dublino (St. Patrick’s Cathedral). Morì il 17 marzo del 461. Dove è pocò chiaro, chi dice in Inghilterra, chi nel Galles: Un’altra versione dice invece che il santo morì nel 493 e che sia sepolto a Downpatrick, in Irlanda. Festa: 17 marzo. Etimologia: (dal latino) di nobile discendenza. E’ Patrono di Irlanda.

Preghiera a Sant’Elena

Per la premura che voi aveste nel trarre dalle rovine in cui stava nascosta la santa Croce di Gesù Cristo, e per lo strepitoso miracolo dell’immediato e perfetto risanamento di un moribondo con cui il Cielo benedisse i vostri desideri, perchè si distinguesse da tutti gli altri il legno della comune redenzione, otteneteci, o incomparabile sant’Elena, di non gloriarci mai d’altro se non che della Croce di Gesù Cristo, e di portare con santa rassegnazione la croce dei patimenti.

Vita

Di famiglia plebea, Elena venne ripudiata dal marito, il tribuno militare Costanzo Cloro, per ordine dell’imperatore. Quando il figlio Costantino, sconfiggendo il rivale Massenzio, divenne padrone assoluto dell’impero, Elena, il cui onore venne riabilitato, ebbe il titolo più alto cui una donna potesse aspirare, quello di «Augusta». Fu l’inizio di un’epoca nuova per il cristianesimo: l’imperatore Costantino, dopo la vittoria attribuita alla protezione di Cristo, concesse ai cristiani la libertà di culto. Un ruolo fondamentale ebbe la madre Elena: forse è stata lei a contribuire alla conversione del figlio. Ella testimoniò un grande fervore religioso, compiendo opere di bene e costruendo le celebri basiliche sui i luoghi santi. Ritrovò la tomba di Cristo scavata nella roccia e poco dopo la croce del Signore e quelle dei due ladroni. Il ritrovamento della croce; avvenuta nel 326 sotto gli occhi della pia Elena, produsse grande emozione in tutta la cristianità. A queste scoperte seguì la costruzione di altrettante basiliche, una delle quali, sul monte degli Olivi, portò. il suo nome. Morì probabilmente intorno al 330. Festa: 18 agosto. Etimologia: (dal greco) la splendente E’ Patrona di: tintori, fabbricanti di aghi e chiodi, invocata contro il fuoco e bufera è da chi cerca oggetti smarriti.

 

 

 

Preghiera a San Nicola

Glorioso San Nicola, mio speciale Protettore, da quella sede di luce in cui godete la Divina presenza, rivolgete pietoso verso di me i vostri occhi ed impetratemi dal Signore le grazie e gli aiuti opportuni alle presenti mie necessità spirituali e temporali e precisamente la grazia … qualora giovi alla mia eterna salute. Sovvengavi ancora, o glorioso Santo Vescovo, del Sommo Pontefice, della Santa Chiesa e di questa devota Città. Riconducete sul retto sentiero i peccatori, i miscredenti, gli eretici, gli afflitti, soccorrete i bisognosi, difendete gli oppressi, guarite gli infermi, e fate sì che tutti esperimentino gli effetti del Vostro valevole Patrocinio presso il supremo Dator di ogni bene. Così sia.

Vita

A Mira, metropoli della Licia, il natale di san Nicòla, Vescovo e Confessore, del quale, fra i molti insigni miracoli, si racconta questo fatto memorabile, cioè che egli, da lontano, per visione indusse l’Imperatore Costantino con ammonizioni e minacce ad usar misericordia verso alcuni condannati a morte, che avevano a lui fatto ricorso (Martirologio Romano).

Nicola era un vescovo orientale vissuto tra il III ed il IV secolo, nato probabilmente a Patara nell’anno 260. Ben presto si trasferì a Myra (nell’odierna Turchia) dove fu grande benefattore verso i poveri e generoso verso i ladri, che convinse alla redenzione. Tra i miracoli noti durante il suo vescovato a Myra, si ricorda la donazione ad un padre che versava in precarie condizioni economiche al punto tale da dover prostituire le figlie, o l’episodio dei militari di Costantino, ingiustamente accusati di tramare contro l’imperatore, condannati a morte e salvati per intercessione del vescovo. Morì presumibilmente intorno all’anno 335, quando la sua fama aveva già superato i confini della sua terra. Verso la fine dell’anno mille i baresi lo Scelsero come santo patrono e trafugarono la salma dalla basilica di Myra. Oggi la Basilica di San Nicola a Bari è anche una delle mete preferite dei pellegrinaggi ortodossi. La tradizionale Processione a Mare dell’8 maggio, le migliaia di pellegrini che giungono a Bari e le diverse manifestazioni, ne fanno una delle più importanti feste ed appuntamenti nel Meridione d’Italia. Festa: 6 dicembre. Etimologia: (dal greco) vincitore fra il popolo, il popolo è vincitore. E’ Patrono di: bambini, studenti, ragazze da marito, pericolanti, bisognosi, gente di mare, avvocati, macellai, mercanti.

Preghiera a Santa Lucia

O Santa, che dalla luce hai nome, a Te piena di fiducia ricorriamo affinché ne impetri una luce sacra, che ci renda santi, per non camminare nelle vie del peccato e per non rimanere avvolti nelle tenebre dell’errore. Imploriamo altresì, per tua intercessione, il mantenimento della luce negli occhi con una grazia abbondante per usarli sempre secondo il divino beneplacito, senza alcun detrimento dell’anima. Fa, o Santa Lucia, che dopo averti venerata e ringraziata, per il tuo efficace patrocinio, su questa terra, arriviamo finalmente a godere con Te in paradiso della luce eterna del divino Agnello, il tuo dolce sposo Gesù. Amen
San Pio X

Vita di Santa Lucia

La vergine e martire Lucia è una delle figure più care alla devozione cristiana, ed è una delle sette donne menzionate nel Canone Romano. Nata e vissuta a Siracusa da una famiglia nobile, distribuì le sue ricchezze ai poveri e fu molto devota a Sant’Agata e proprio al tempio di Sant’Agata avvennero la guarigione della madre di Lucia ed il suo primo miracolo. La Santa morì martire intorno all’anno 304 d.C. sotto la persecuzione di Diocleziano a causa delle atroci torture inflitte dal prefetto Pescasio, che non voleva piegarsi ai segni tangibili della presenza di Dio. Prima di morire, Lucia disse alla folla, che si era radunata intorno a lei, che la persecuzione contro i cristiani sarebbe terminata e che la pace per la chiesa era vicina con la caduta dell’imperatore Diocleziano. Disse anche, che Siracusa l’avrebbe onorata così come Catania onorava sant’Agata. Festa: 13 dicembre. Etimologia: (dal latino) luce, luminosa, illuminante. E’ Patrona di: ciechi, oculisti, elettricisti, sarti e ricamatrici, donne di malavita pentite.

Preghiera a San Mauro

O glorioso San Mauro, che professando mai sempre l’obbedienza la più ossequiosa al vostro gran padre San Benedetto, operaste i più stupendi prodigi, ora camminando sulle acque per liberare il giovane Placido che stava per essere affogato; ora restituendo ai genitori salvo e parlante il fanciullo muto e storpiato che v’invitarono a benedire; ora ritornando alla vita quel buon sacerdote che serviva di architetto nell’edificazione del primo vostro monastero, e che caduto da luogo eminente s’era fracassato fra i sassi; ora moltiplicando nelle mani di Simplicio quel vino che doveva servire di ristoro a’ vostri compagni; impetrate a noi tutti la grazia di vivere sempre così subordinati ai legittimi nostri maggiori da meritarci la divina assistenza e le più speciali benedizioni in tutte le nostre necessità. Amen

Preghiera a San Vito

O glorioso Martire San Vito, noi, pieni di speranza e di fiducia, ti offriamo i nostri cuori, affinché tu interceda presso il trono di Dio per purificarli da tutti quegli affetti che sviano dal sentiero del bene e dell’amore che tu ci hai insegnato con la tua vita. Non permettere, o glorioso testimone di Cristo, che noi, nel faticoso pellegrinaggio terreno, siamo vinti dalle forze del male, dalle suggestioni del mondo, dai piaceri della carne. Ottieni per tutti noi, dal nostro Redentore, la grazia di pentirci del male fatto e la gioia di vivere nell’operare il bene, per poter un giorno lodare, insieme con te, Dio Padre che, insieme al Figlio e con lo Spirito Santo, vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Amabilissimo giovane e gloriosissimo Protettore san Vito, gradite, vi prego, con l’amabilità del vostro genio, la piccolezza dei nostri ossequi e con la grandezza dei vostri meriti date valore alle nostre suppliche. La vostra tenera età sia sempre di guida agli anni nostri, la vostra generosa costanza sempre vittoriosa tra mille assalti, dia forza alle nostre fiacchezze contro le nostre passioni ribelli i contro i nostri comuni nemici, e ottenete dalla Divina Provvidenza, ai vostri devoti, gli opportuni soccorsi spirituali e temporali nei bisogni della loro vita, e gli eterni godimenti nell’altra.

Preghiera a San Biagio

Martire gloriosissimo, gran Medico e gran Vescovo dolce mio S. Biagio, io giubilo, che la SS. Trinità volle in Voi rappresentare la sua Essenza una nella Natura e Trina nelle Persone con l’unire in Voi tre stati: di Medico. di Vescovo e di Martire. Mi rallegro con Voi che colla soavità delle parole, e con la facilità dei miracoli, convertiste gran numero d’Idolatri. Godo, che il Signore abbia a Voi affidata la tutela della gola fin da quando, nel risanare il giovinetto agonizzante per la spina attraversata alle sue fauci, lo pregaste per tal sorte di afflitti. O santo della cordialità, o Santo della gratitudine, io ringrazio la SS. Trinità, che Vi donò un cuore tanto pietoso e una potenza tanto salutare. Ricordatevi che, non contento di averla fatta da Padre con quelle sette donne, le quali raccolsero il vostro sangue, la faceste per esse anche da Madre co’ loro figliuoli. Voi gettato a morire in un lago, camminaste a piede asciutto su le acque, su le quali, assiso, predicaste il Vangelo a maggiore trionfo della santa Fede. Deh, miracolosissimo Santo, prevenitemi con la vostra assistenza, soccorretemi sempre, e difendetemi da ogni pericolo. Ricordatevi che, prima di stendere il collo alla scure, pregaste per tutti quelli che si fossero raccomandati a Voi, e Vi fu subito risposto con voce udita da tutti: Io ho esaudita la tua Orazione e ti concedo quanto chiedi; pregate per me; io ricorro alla vostra orazione, e mi raccomando a voi. Liberatemi da ogni male e datemi la perseveranza nel bene. Così sia.

Preghiera a San Raffaele

O benigno Arcangelo San Raffaele, Medicina di Dio nel corpo, sollevaci dalle infermità, donaci la forza di offrire a Dio ogni sofferenza per il bene delle anime, preserva il nostro corpo dall’impurità, perché sia tempio della Santissima Trinità. Gloria.

O potente Arcangelo San Raffaele, Medicina di Dio nell’anima, guariscici da ogni ferita, paura, angoscia e allontana da noi la cecità del peccato e dell’errore. Gloria.

 

 

Preghiera a San Cristoforo

Glorioso S. Cristoforo, nostro protettore, che per le vostre virtù meritaste di portare lo stesso Signore Gesù Cristo, in figura di fanciullo a Voi apparso, per guisa che tutti i popoli, nei flagelli della siccità, delle tempeste, dei fulmini, o delle innondazioni, sperimentarono sempre l’efficacia della Vostra intercessione, deh! pregate anche per noi, vostri devoti, e noi pure preservateci da flagelli e specialmente dalla cagion di tutti essi che, è il peccato; proteggeteci anche da incidenti e da morte improvvisa, e tenendoci guida sulla via della Fede fate possiamo giungere alla beata eternità. Così sia

Novena a San Cristoforo

Glorioso s. Cristoforo, che, appena convertito alla fede, vi applicaste con uno zelo instancabile a spargere nei popoli della Licia la luce della verità, o carcerato per la causa di Gesù Cristo, convertiste quelle femmine sfrontate che ardirono di sollecitarvi al più abominevole delitto, impetrate a noi tutti la grazia di travagliare instancabilmente per la gloria della Religione, e di trionfare generosamente di tutti i nostri nemici, ma specialmente delle lusinghe e delle seduzioni della carne.

Gloria. 

II. Glorioso s. Cristoforo, che, consacrando al bene del vostro prossimo la robustezza dello vostre membra e l’altezza della vostra statura, stabiliste alla sponda di un fiume la vostra abitazione per tragittare all’opposta riva gratuitamente i passeggeri; e in premio di tanta carità così nuova meritaste di portare sulle vostre spalle lo stesso Signor Gesù Cristo in figura di tenero fanciullo a voi apparso, ottenete a noi tutti la grazia di impiegar sempre a vantaggio dei bisognosi nostri fratelli le nostre sostanze, la nostra persona e tutte quante le nostre forze, onde meritarci dal cielo i più distinti favori.

Gloria.

III. Glorioso s. Cristoforo, che, per le vostre virtù, per i vostri miracoli e pel martirio tormentosissimo con eroica intrepidezza da voi sofferto, diveniste famoso in tutti i popoli che sperimentarono sempre l’efficacia della vostra intercessione nei bisogni della campagna e nello desolazioni della pestilenza, deh, da quel seggio di gloria in cui sedete beato, volgete pietoso a noi lo sguardo, e liberateci da ogni pericolo, e preservateci da ogni disgrazia, ma specialmente dal peccato che è l’unico vero male per cui si arma dì flagelli il divin braccio.

Gloria.

Preghiera a Santa Barbara

Per ottenere una buona morte Signore, che avete eletto santa Barbara per la consolazione dei viventi e dei moribondi, accordateci per la sua intercessione di vivere sempre nel vostro divino amore, e di mettere tutta la nostra speranza nei meriti della dolorosissima passione del vostro Figlio, affinchè la morte del peccato ma non ci incolga: ma che muniti dei santi Sacramenti della Penitenza, della Eucarestia e della Estrema Unzione, possiamo incamminarci senza timore nella gloria eterna. Noi ve ne supplichiamo per il medesimo Gesù Cristo nostro Signore. Così sia. (Leone XIII, 21 marzo 1879).

O Santa Barbara, vergine e martire, protettrice nostra, eccoci dinanzi a te, a chiederti protezione ed aiuto. Tu fosti pura, e per custodire la tua verginità rinunziasti serena agli agi, agli onori e alle seduzioni del mondo. Unicamente volesti che la tua anima fosse bella al cospetto di Dio; perciò non ti sembravano gravi i sacrifici, i tormenti e la morte. Dinanzi al tuo fulgido esempio, quanto ci sentiamo confusi, così come siamo, circondati dall’egoismo e dal peccato e bisognosi di perdono e di riparazione. Abbi pietà di noi: parla per noi al tuo e nostro Signore Gesù. Soltanto se sapremo imitare le tue virtù, egli sarà il nostro maestro e Signore, ci difenderà dagli assalti del nemico: ci darà fede, speranza e amore per vivere virtuosamente e per santamente morire. Amen.

Vita

Santa Barbara nacque a Nicodemia (Turchia) nel 273 d.c.. Nonostante il padre Dioscoro fosse devoto agli Dei pagani, Barbara divenne cristiana e per questo motivo fu denunciata durante la persecuzione di Massimiliano e imprigionata a Nicodemia. La Leggenda narra della collera di Dioscoro quando si accorse che nella torre in cui era rinchiusa la figlia, era stata edificata una terza finestra. Infatti, Barbara per sfuggire al pericolo implorò il Signore affinché le aprisse un varco nelle pareti della torre. Iddio, dopo aver esaudito questa richiesta volle dimostrare tutto il suo amore e tramutò in tre gradini uno scoglio che sì ergeva sulla montagna, per consentirle di poter osservare le mosse del padre che l’inseguiva. Quando infine Dioscoro la raggiunse, la percosse, la ricondusse a casa per poi consegnarla al Prefetto. Fu torturata, picchiata e infine decapitata per mano del padre, che la tradizione vuole incenerito subito dopo da un fulmine. Quel fulmine a ciel sereno il simbolo della morte inaspettata che non permetteva al peccatore di pentirsi e Barbara, annoverata tra i Santi Ausiliatori, fu invocata per scongiurare la morte improvvisa (mala morte) e la disgrazia dei fulmini. Quando, con l’invenzione delle armi da fuoco anche gli uomini impararono a scagliare folgori improvvise e mortali, la sua devozione si diffuse tra quanti maneggiavano le armi ed erano a contatto con il fuoco. Il corpo di Santa Barbara si venera dal 1009, nella chiesa veneziana di S. Giovanni Battista a Torcello. Festa: 4 dicembre Etimologia: (dal greco) straniera. E’ Patrona di: minatori, vigili del fuoco, artiglieri, cannonieri, ombrellai, muratori, campanari, architetti.

Preghiera a Santa Cristina

O Santa Cristina, Vergine e Martire gloriosa, tu che per tanti secoli, in tutti i bisogni spirituali e materiali, hai spiegato il tuo potente patrocinio a pro di quanti ti hanno invocata, e specialmente di noi che ti adoriamo, divoti figli di questa terra che ti fu mostrata da Dio, sorridici ancora benigna e prega per tutti. Prega e mantieni in noi viva la fede, ferma la speranza, costante l’amore; prega, affinchè, nelle dure lotte della vita, te invocando, possiamo superare le insidie dei nemici delle anime nostre, e, dopo questo misero esigilo, ci sia dato poterci beare del tuo sorriso nella gloria celeste, e là cantarti l’eterno inno di amore e di riconoscenza. Cosi sia.

Preghiera a Santa Liberata

O gloriosissima Vergine Santa Liberata, che da Dio, con nome, otteneste ancora il dono di liberatrice dei mali ed infermità da cui in questa misera vita siamo soggetti vi prego col più intimo del mio cuore, a scamparmi da qualunque infermità e pericolo che possa sovrastarmi, Ma poiché poco, anzi nulla mi gioverebbe l’ottenere da voi la sanità del corpo, quando fossi infermo nell’anima, perciò umilmente vi supplico a liberarmi dal peccato, che è l’unica infermità che è dello spirito. Finalmente, nel punto estremo della mia vita, affinché gl’infernali nemici faranno ogni sforzo per riportare di me vittoria e rendermi eternamente loro schiavo, voi m’assistiate, o gran Santa, liberandomi in quelle angustie dalle insidie del comune nemico, affinchè possa passare felicemente in porto all’eterna salute. Amen.
Curia di Milano, 13 Ottobre 1898

Preghiera a Santa Cecilia

O gloriosa S. Cecilia che non contenta di consacrare al Signore con voto irrevocabile la vostra verginità la preservaste ancora da ogni macchia con i più penosi esercizi dell’esteriore penitenza e ne ispiraste l’amore a quel Valeriano che vi ambiva in sposa, ottenete a noi tutti la grazia di custodire gelosamente una virtù cosi bella e di affezionarci con la nostra modestia tutti quanti i nostri
fratelli. Amen.

Novena a Santa Cecilia

I. O gloriosa s. Cecilia, che non contenta di consacrare al Signore con voto irrevocabile la vostra verginità, la preservaste ancor da ogni macchia coi più penosi esercizi dell’esteriore penitenza, e ne inspiraste l’amore a quel Valeriano che vi ambiva in sposa, ottenete a noi tutti la grazia di custodire gelosamente una virtù così bolla, e di affezionarci con la nostra modestia tutti quanti i nostri fratelli.

Gloria al Padre.

II. O gloriosa s. Cecilia, che con la saviezza dei vostri discorsi sapeste convertire alla fede, non solo il vostro sposo Valeriano e il suo fratello Tiburzio, ma ancora un gran numero di persone che tosto divennero emulatrici delle vostre virtù, ottenete a noi tutti la grazia di cooperare nel miglior modo la salvezza delle altrui anime, mentre attendiamo con ogni premura alla santificazione della nostra.

Gloria. 

III. O gloriosa s. Cecilia, che foste da Dio contraddistinta con il più singolari favori, restando cioè sempre illesa tra le fiamme che vi circondavano da ogni parte e soppravvivendo per ben tre giorni alle mortali ferite che nel virgineo vostro collo vi fece il ministro della giustizia, per quell’eroismo con cui affrontaste così crudeli supplizii, e per quella serenità con cui chiudeste i vostri occhi al sonno della morte, ottenete a noi tutti la grazia di vivere sempre rassegnati fra le traversie della terra per passare con la pace dei giusti alle delizie del cielo.

Gloria.

Vita

Cecilia è una martire romana vissuta nel II o III secolo d.C.. La sera delle nozze Cecilia manifestò al marito, Valeriano, la sua scelta di castità e riuscì a farlo convertire e a ricevere il Battesimo. In seguito operò altre conversioni e, per tale motivo, fu condannata a morte insieme al marito. Rimase incolume al rogo al quale era stata destinata e dopo crudeli torture, tre colpi di spada non riuscirono a staccarle la testa dal collo. Cecilia morì infatti dopo tre giorni di agonia duranti i quali convertì tutti i suoi familiari al cristianesimo. Cecilia è una delle sette donne martiri di cui si fa menzione nel Canone Romano. Ad essa è dedicata una basilica in Trastevere a Roma (sec.IV). Il suo culto si è diffuso ovunque prendendo l’avvio da una “Passione” nella quale viene esaltata come modello di vergine cristiana. Verrà inseguito indicata come ispiratrice e patrona della musica e del canto sacro. Festa: 22 novembre. Etimologia: (dal latino) cieca, dai piccoli occhi E’ Patrona di: musicisti, cantanti, autori, musica sacra, della poesia, cori ecclesiastici.

Preghiera a San Ciro

O glorioso e zelantissimo Medico, Eremita e Martire San Ciro, che vivendo sulla terra, nell’essere chiamato agli infermi, li curavate prima nell’anima con ridurli a Cristo, e poi con la virtù potente della vostra mano li curavate nel corpo, io, vostro indegnissimo servo, vi prego per quel grande zelo che sempre aveste della salute temporale ed eterna dei vostri infermi, che vogliate degnarvi di mirare con occhi egualmente pietosi le mie infermità corporali e spirituali; e con quell’efficacia delle vostre intercessioni impetrarmi rimedio contro questi mali che ora mi affliggono, affinchè risanato per mezzo vostro, sia fatto degno di venire a lodare ed a benedire insieme con voi in eterno il nostro Signore Gesù Cristo. Amen.

Preghiera a San Giovanni Elemosiniere

Glorioso San Giovanni oggi ti eleggo
a mio speciale patrono: sostieni in me la Speranza, confermami nella Fede, rendimi forte nella Virtù. Aiutami nella lotta spirituale, ottienimi da Dio tutte le Grazie che mi sono più necessarie ed i meriti per conseguire con te la Gloria Eterna. Amen.

Preghiera a San Benedetto

San Benedetto, ti sei interamente donato a Dio e hai vissuto solo per lui, Con il tuo esempio, la tua fede e il tuo amore per Dio, hai suscitato in tante anime generose l’ideale della vita monastica, Padre dei monaci, hai trasmesso ai tuoi figli la gioia di vivere nella preghiera, nella contemplazione e nella vita fraterna per la gloria di Dio e la salvezza delle anime. Per la santità della tua anima e per la tua docilità allo Spirito d’Amore, ti sei opposto al potere di Satana per strappargli le anime che egli voleva perdere per l’eternità. Padre Benedetto, intercedi per noi presso Dio, perché attiri a se tutte le anime desiderose di vivere come te nella fedeltà al Vangelo. San Benedetto, difendici contro il maligno che cerca di fuorviarci dal cammino che conduce a Dio: cammino di bene, di amore, di beatitudine eterna. Proteggici contro le insidie del nemico, salvaci dai suoi tranelli, rendici forti davanti alla tentazione e assistici quando verrà l’ora della nostra morte. San Benedetto, eletto di Dio, allontana da noi le potenze malefiche, vanifica ogni sorta di male ed insegnaci a conservare in ogni momento la pace del cuore. Amen.

 

Preghiera a Sant’Agata

O gloriosa sant’Agata, che per non tradire la fede giurata a Gesù, generosamente sprezzaste tutte le offerte del governatore Quinziano, quando vi cercò in sposa e protestaste con coraggio di voler subire tutti i supplizi anziché rinnegare la vostra fede, fate che l’interesse ed il rispetto umano non ci portino a violare i nostri santi propositi. Voi che sapeste serbarvi immacolata in mezzo alle tentazioni più pericolose e violente, otteneteci dal Signore la grazia di resistere sempre coraggiosamente agli assalti del demonio e fate che ci gloriamo sempre di essere seguaci del Crocifisso, disposti a soffrire anche la morte piuttosto che offenderlo menomamente. Così sia

 

Preghiera a Sant’Eligio

O trionfatore glorioso del Demonio, indarno armato in multiformi maniere contro di Voi, Sant’Eligio Vescovo, proseguite la vittoriosa opera vostra sull’inferno, congiurato ai nostri danni. Da quei colpi funesti salvate le anime nostre, fortificandole nelle spirituali battaglie: ai nostri corpi impetrate costante la santità. Dilungate dagli armenti e dai campi ogni maligno influsso: e la vita presente, vostra mercè tranquilla per noi, ci sia saggio e apparecchio alla pace perfetta della vita eterna. Amen.

Preghiera a Sant’Antonio Abate

Gloriosissimo S. Antonio, esempio luminoso di penitenza e di fortezza cristiana, ardente di zelo per la salvezza delle anime e di carità per il bene del prossimo, Voi che otteneste da Dio la speciale virtù di liberare l’aria, la terra, il fuoco e gli animali da ogni morbo e da ogni malefica influenza, fate che con una santa vita imitiamo le vostre eroiche virtù e che anche quaggiù in terra sperimentiamo il vostro valevole patrocinio, ricevendo copiosissime le vostre benedizioni su tutto ciò che serve per la nostra alimentazione e per i nostri lavori, sui corpi e sulle anime nostre. Così sia.

Preghiera a San Valentino

O glorioso martire San Valentino, che per la vostra intercessione liberaste i vostri devoti dalla peste e da altre terribili malattie, liberateci, vi supplichiamo, dalla peste terribile dell’anima, che è il peccato mortale. Così sia

Preghiera a San Rocco

Glorioso San Rocco, che per la vostra generosità nel consacrarvi al servizio degli appestati e per le vostre continue orazioni vedeste cessare la pestilenza e guarire tutti gli infetti di Acquapendente, in Cesena, in Roma, in Piacenza, in Mompellier, in tutte le città della Francia e dell’Italia da voi percorse, ottenete a noi tutti la grazia di essere per la vostra intercessione costantemente preservati da un flagello così spaventoso e così desolante; ma molto più otteneteci di essere preservati dalla peste spirituale dell’anima, che è appunto il peccato, per poter un giorno essere partecipi con voi della gloria lassù in Paradiso.

Vita di San Rocco
Rocco nacque nel secolo XIV a Montpellier (Francia) forse da famiglia agiata. Perse in giovane età i genitori e distribuiti tutti i suoi averi ai poveri, intraprese il pellegrinaggio verso Roma. Fermatosi al lazzaretto di Acquapendente ed in seguito a Cesena e Rimini, si dedicò all’assistenza degli appestati e fece alcune guarigioni che ne diffusero la fama. Arrivato a Roma, fimase li tre anni prendendosi cura degli ammalati. Il ritorno a Montpellier del Santo Pellegrino fu costellato da altrettante guarigioni ma fu a Piacenza che, contagiato dalla Peste Nera, iniziò il suo personale calvario.
La tradizione racconta della compagnia di un cane, che tanti artisti dipingeranno al suo fianco. Tornato a Montpellier, non venne riconosciuto e scambiato per un malfattore, venne rinchiuso per oltre 5 anni fino alla sua morte (si racconta altrimenti che San Rocco venne imprigionato per spionaggio ad Angera, sul Lago Maggiore). Nel secolo successivo i suoi resti vennero portati a Venezia, nella Chiesa a lui intitolata. Nel 1584 papa Gregorio XIII iscriverà il suo nome tra quello dei santi. Uno dei santi taumaturghi più popolari in Occidente e tra i più raffigurati, san Rocco venne lungamente invocato nelle campagne contro le malattie del bestiame e le catastrofi naturali e il suo culto si diffuse straordinariamente nell’Italia del Nord tra il Medioevo e l’Ottocento, in particolare grazie al suo ruolo di protettore contro la peste. Festa: 16 agosto. Etimologia: (dal germanico) sacro e magico come il corvo, (dal celtico) grande e forte di statura. E’ Patrono di: selciatori e lastricatori, pellegrini e viaggiatori, chirurghi e invalidi, becchini e farmacisti.

Preghiera a Santa Rosalia

O ammirabile Santa Rosalia, che risoluta di ricopiare in voi stessa l’immagine più possibilmente perfetta del vostro unico bene, il Redentore Crocifisso, vi applicaste a tutti i rigori della più aspra penitenza nella solitudine di una spelonca, in cui faceste sempre vostra delizia l’estenuare colle veglie ed i digiuni, il macerar coi flagelli la vostra innocente carne, impetrate a noi tutti la grazia di domar sempre coll’esercizio dell’evangelica mortificazione tutti i nostri ribelli appetiti, e di far sempre pascolo del nostro spirito la meditazione la più devota di quelle cristiane verità, che solo ci possono procurare il vero benessere in questa vita e l’eterna beatitudine nell’altra. 

O cara verginella Rosalia, che con la vostra speciale intercessione liberaste tante volte la nostra patria dai tremendi flagelli dell’ira divina. deh intercedete oggi per noi presso il Dio delle misericordie, affinché non voglia riguardare alla enormità dei nostri peccati per punirci, ma ci accordi invece tempo alla penitenza. Le vostre reliquie che sono in mezzo a noi, ci assicurino della vostra protezione e ci ottengano da Dio la grazia di glorificarlo insieme con voi nel cielo. Per tutti i secoli dei secoli Cosi sia.

Novena a Santa Rosalia

I. Angelica vergine Santa Rosalia, Che nata tra le regie grandezze, con eroico rifiuto di tutto, voleste vivere in una orrenda grotta; per quanto imporporaste i vostri gigli con lunga e singolare penitenza, ottenetemi una stabile compunzione. Pater-Ave-Gloria.
II. Serafica romita Santa Rosalia, che fanciulla e sola in una caverna, combattuta con gli assalti più violenti dei demoni, trionfaste con vanto di essere più volte coronata dagli Angeli; per quanto ingemmaste le vostre corone con rare e raddoppiate vittorie, ottenetemi una verace contrizione. Pater-Ave-Gloria.
III. Potentissima Protettrice Santa Rosalia, che anche nel nome tutta rosa e tutta gigli, tanto più meritaste di essere manifestata con la gloria di Gesù vostro Sposo, quanto più voleste vivere nascosta e consepolta con Lui solo; per quanto amaste e imitaste Gesù Crocifisso, preservatemi dalle malattie, dai terremoti, aiutatemi nelle necessità e donatemi la grazia di una santa morte. Pater-Ave-Gloria.

Vita di Santa Rosalia

Nacque da Sinibaldo, signore di Quisquina e discendente del re Carlo Magno. I genitori si preoccuparono di educare la fanciulla nei principi cristiani. E la piccola Rosalia corrispose alle cure dei genitori. Devotamente attendeva alle pratiche di pietà, amava teneramente la Madonna, e per la sua innocenza e bontà di cuore divenne l’idolo dei genitori.
Conoscendo il pregio della verginità, generosamente si consacrò tutta al suo sposo Gesù, mantenendosi illibata per tutta la sua vita. Crescendo negli anni e venendo a conoscere quanto perfido sia il mondo e quanto difficilmente un giglio possa conservarsi intatto tra il fango, fuggì dalla casa paterna e si ritirò in una grotta nei crepacci del monte Quisquina presso Palermo, per darsi all’unione perfetta col suo Sposo Celeste.
Solo una pastorella conosceva il luogo del rifugio di Rosalia ed ogni giorno le portava pane e latte. P difficile esporre a quali aspre penitenze e digiuni si sottopose Rosalia. Si vede ancora la grotta in cui dimorava. Vi si scende per una scala come in un sepolcro: umida, oscura. Si conserva tutt’ora la pietra su cui riposava la Santa e sul muro si vedono scolpite queste parole: a Io, Rosalia, figlia di Sinibaldo, signore di Quisquina e di Rosa, per amore del Signore mio Gesù Cristo scelsi di abitare in questa grotta ».

Non vi restò però molto tempo perché avvisata dal suo Angelo che se ivi fosse restata presto sarebbe stata trovata dai suoi genitori, si diresse verso il monte Pellegrino. Sulla sommità del monte gli Angeli le indicarono una grotta che aveva un’apertura appena sufficiente per entrarvi. La luce, penetrando in essa, ne rischiarava le nere pareti; il suolo era talmente bagnato che a stento Rosalia trovò un angolo dove riposarsi senza sprofondare nel fango.

Condusse quel genere di vita per vari anni, finché lo Sposo Divino la chiamò a sò. Una viva luce in quella notte illuminò tutto il monte Pellegrino. A tale improvviso prodigio tutta Palermo si scosse, non conoscendone la ragione. Allora quell’umile pastorella che era stata a parte dei segreti della Santa, corse in città ad annunziare la sua morte. Fu trovata morta dai pellegrini il 4 settembre del 1165. Il giorno seguente si radunò tutto il popolo ed in processione salirono a prendere il prezioso corpo di S. Rosalia, trasportandolo trionfalmente nella cattedrale.

D’allora in poi il Signore si degnò di glorificare la Santa con ripetuti miracoli e il culto di lei andò sempre più crescendo nella città di Palermo e fuori, tanto che quando la Sicilia nel 1625 fu desolata dalla peste, con voce unanime quel popolo si volse a S. Rosalia, trasse le sue reliquie dalla cattedrale, le portò processionalmente per la città ed il terribile morbo parve.

Preghiera a Sant’Agnese

Tu, mille volte beata, o purìssima Sant’ Agnese, ti consacrasti a Gesù non appena ti fu possibile conoscerlo. Nessuna lusinga, nessuna vanità del mondo, ti ha vinta. Per mantenerti degna della tua fede, hai sfidato il martirio. A tredici anni Gesù ti ha dato immediato premio liberandoti dalle fiamme del rogo che hanno investito gli empì che volevano la tua morte. Fa, o Sant’Agnese, che la mia fede sia incrollabile a qualunque prova che Gesù mi vuol mandare, e sia da me accettata con amore. Così potrò un giorno possedere con te la beatitudine eterna. Amen.

Vita di Sant’Agnese

Agnese nacque a Roma da genitori cristiani appartenenti ad illustre famiglia patrizia. Fervente nella fede sin da fanciulla, decise di consacrare al Signore la sua verginità. Appena dodicenne, Sacrificò la sua giovane vita durante una persecuzione contro i Cristiani. Venne infatti denunciata come cristiana dal figlio del prefetto di Roma, che invaghitosi di Iei, fu respinto per mantenere fede al voto di verginità. Venne quindi esposta nuda al Circo Agonale, un luogo di piazza Navona (oggi cripta di Sant’Agnese) delegato alle pubbliche prostitute. Un uomo che cercò di avvicinarla cadde morto prima di poterla sfiorare e altrettanto miracolosamente. risorse per intercessione della santa. Gettata nel fuoco, questo si estinse per le sue orazioni. Venne allora trafitta con un colpo di spada alla gola, così come si uccidevano gli agnelli: per questo motivo nell’iconografia è raffigurata spesso con una pecorella o un agnello, simboli del candore e del sacrificio. Nel secolo successivo; secondo la tradizione, sul luogo della sua sepoltura, Costantina, figlia di Fausta e Costantino il Grande, volle costruire una chiesa per onorarla Ogni anno, il 21 gennaio, due agnelli allevati. da religiose’ vengono benedetti e offerti al papa perchè dalla loro lana siano tessute le bianche stole dei patriarchi e dei metropoliti del mondo cattolico. Festa: 21 gennaio Etimologia: (dal greco) pura. E’ Patrona di: protettrice della castità, giovani ragazze, giardinieri, ortolani.

Preghiera a Santa Filomena

Vergine fedele e illustre Martire, Santa Filomena, mi rallegro della vostra gloria ed esulto di allegrezza nel vedere quanto voi glorificate Dio, principalmente coi miracoli a pro dei poverelli e delle anime semplici.

Prego la divina Maestà che si degnasse far conoscere sempre più il vostro nome, manifestare la vostra potenza e moltiplicare i vostri servitori.

O buona e cara Santa Filomena, eccomi ai vostri piedi; pieno di miserie, ma pieno ancora di fiducia, io mi rivolgo alla vostra carità: beneditemi, assistetemi, in ogni bisogno, e non mi abbandonate mai, mai.

Deh! Grande e amabile Santa, proteggetemi contro i nemici della salvezza e pregate sempre per me il Signore Gesù affinché mi conceda la grazia di servirlo in questo mondo e poi possederlo nell’eternità. Amen. Pater, Ave e Gloria.

Preghiera a Sant’Anna

Prostrato ai piedi del tuo trono o grande e gloriosa S. Anna, vengo ad umiliarti la mia fervida prece, la preghiera del cuore; accoglila benigna rendimi grazie, prega per me. La terra è veramente la valle del pianto – il cammino della vita è se-minato di spine – il cuore in tempesta sente forte i colpi del dolore – aiutami Tu, esaudiscimi Tu. O Madre cara prega per me. Stanco di piangere, senza una parola di conforto e di speranza; oppresso sotto il peso delle tribo-lazioni solo in Te, che ben intendi il dolore di un’anima, ripongo dopo Dio e la Vergine la speranza mia. O madre cara prega per me. I miei peccati furono causa di farmi perdere la pace del cuore – l’incertezza del perdono mi rende più triste la vita – impetrami Tu la misericordia divina, l’amore a Gesù, la protezione della Figlia Tua O madre S. Anna prega per me. Guarda la casa mia, la famiglia mia – Vedi quante disgrazie mi opprimono quante tribolazioni mi sono d’intorno. O Madre cara Ti chiedo la pace e la provvidenza, la pace dell’anima soprattutto. Prega per me.
Ed ora che ho bisogno di grazie non mi abbandonare Tu che sei potente presso il trono di Dio. Allontana da me la tristezza e la desolazione, i pericoli, i flagelli del Signore. Benedici e salva l’anima mia; fa che in vita e in morte io Ti chiami e Ti senta vicina. Prega per me, o dolce consolatrice degli afflitti. Fa che un giorno sia ai Tuoi piedi nel santo Paradiso. Così sia. Pater, Ave, Gloria.

Vita

Sant’Anna era figlia di Matan, Sacerdote della tribù di Levi. Fu data in sposa a Gioacchino, discendente della famiglia reale di Davide. Anna e Gioacchino, ormai in tarda età, non avevano figli e, secondo la mentalità dei sacerdoti ebraici del tempo, in questa sterilità si scorgeva la maledizione divina. I due santi sposi distribuirono le loro ricchezze ai poveri e Gioacchino andò nel deserto, dove timase per quaranta giorni in preghiera. In premio a queste rinunce e sacrifici, ebbero il dono di generare la Beata Vergine Maria. Gioacchino seppe infatti da un angelo che sarebbe stato esaudito e mentre tornava a casa, la moglie, anch’essa avvertita da un angelo, gli andò incontro alla “porta aurea” di Gerusalemme. La figura di Anna è in parte ricalcata su quella dell’omonima madre del profeta Samuele, che per lungo tempo non ebbe figli; la sua vicenda ricorda anche quella di Sara, moglie di Abramo, e della stessa Maria. Secondo la tradizione Anna sarebbe vissuta fino a ottant’anni, mentre di Gioacchino non si hanno più notizie dopo la presentazione al Tempio di Maria. Festa: 26 luglio. Etimologia: (dall’ebraico) Anna: Dio ha favorito. E’ Patrona di: Sarte, ricamatrici, e merlettaie, straccivendoli, lavandaie, scultori, tornitori, orefici; navigatori; partorienti, vedove e moribondi. Protegge tutte le mamme e anche i parti.